La footprint cresce con l'altitudine ma non linearmente. A 550 km (Starlink LEO), con elevazione minima 25°, la footprint ha un raggio di circa 780 km e copre circa 1.5% della Terra. A 1200 km (OneWeb), con elevazione 5°, il raggio supera 3000 km. Un satellite GEO a 35786 km copre circa 42% della superficie terrestre. Tuttavia, altitudini maggiori significano latenza più alta e FSPL maggiore. La scelta dell'orbita è sempre un compromesso tra copertura per satellite (e quindi numero di satelliti necessari), latenza, budget energetico e complessità del link budget.
Per una copertura globale continua è necessario che in ogni punto della Terra sia sempre visibile almeno un satellite con elevazione ≥ el_min. In prima approssimazione, il numero minimo è: N ≥ (4π R²) / (area_footprint). Per Starlink a 550 km con elevazione 25°, occorrono circa 400+ satelliti per copertura teorica. In pratica, per copertura robusta con ridondanza, servono 2-4x questo numero, da cui le costellazioni di migliaia di satelliti come Starlink (>5000), OneWeb (648), e Telesat Lightspeed (298).
Per un nodo IoT (es. LoRa, NB-IoT) che deve comunicare via satellite, il cono di visibilità è il volume di spazio all'interno del quale il satellite è visibile sopra l'angolo di elevazione minimo. Un nodo fisso vede il satellite LEO per 5-15 minuti per passaggio, con finestre di comunicazione allineate agli archi di visibilità. Per sistemi store-and-forward (il satellite riceve il messaggio e lo ritrasmette a terra), è sufficiente che il satellite passi sopra il nodo; per comunicazioni real-time, occorre anche una ground station visibile simultaneamente al satellite (link inter-satellite o ISL).
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